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BEKSIŃSKI_BUTOH_ UNTILTLED
Joan Laage / Sylwia Hanff / Robert Jędrzejewski
Butoh performance ispirata dai dipinti di Z. Beksiński

JOAN LAAGE (KOGUT BUTOH) & SYLWIA HANFF (LIMEN BUTOH)
MUSIC AND VIDEO-SCORE: ROBERT JĘDRZEJEWSKI
Costumi: Sylwia Hanff, Małgorzata Chrust
Installazione: Joanna Pielat-Rusinkiewicz

Progetto co-finanziato dalla Città di Varsavia
Limen Butoh Theatre Warsaw www.limenbutoh.net

“Richiedo dal quadro stesso quello che faccio dalla musica: mettermi in uno stato di estasi, comunque non usando né quello che è stato dipinto né come è stato dipinto, ma piuttosto usando qualcosa di intangibile, qualcosa che cerco di trovare nel mio cuore o sotto le palpebre, qualcosa che non riesco a chiamare ”
Z. Beksiński

Le pitture di Zdzisław Beksiński sono per lo più percepite come piene di visioni scure con un’atmosfera di orrore. Altri aspetti della sua arte rimangono inosservati. Ciò che vorremmo fare è superare la visione stereotipata dell’arte Beksiński e scoprire l’aspetto “mistico” del suo dipinto, che è un viaggio spirituale più evidente nella seconda metà della sua carriera.
Beksiński ha scelto un modo completamente creativo di creare, simile a gli artisti butoh, andando contro anche i movimenti avanguardisti e le direzioni dell’arte moderna.
Ciò che è estremamente interessante per noi ballerini butoh è la presenza della trasgressione e della trasformazione del corpo nella sua arte e in particolare la relazione tra corporeità e spazio.
La relazione dei dipinti Beksiński con la musica sarà anche la nostra scoperta artistica: i punti tangenti nell’architettura di un pezzo di musica e l’architettura di un opera pittorica.
“Quello che è già dipinto non ha significato per me. Quello che trovo importante è come funziona nel senso del suono, della forma e del suono del colore in quel luogo particolare e non l’altro. Così uso la forma per il bene, lo chiamo, per scopi musicali “. E da qui nasce la nostra idea di scegliere la lingua moderna della musica e le forme di video-score creati da Robert Jędrzejewski.

Le artiste butoh Sylwia Hanff e Joan Laage collaborano dal 2015.

Joan Laage (Kogut) – ha studiato con i maestri butoh Kazuo Ohno e Yoko Ashikawa ed ha danzato con il gruppo di Ashikawa Gnome in Giappone alla fine degli anni ’80. Dopo essersi stabilita a Seattle nel 1990, ha costituito Butapp di Dappin, una compagnia conosciuta per le sue apparizioni nei teatri francesi di Seattle e nei festival di danza. Joan ha fatto performance ed insegnato in festival nazionali e internazionali di butoh e danza, è stato un artista di punta nel UCLA Butoh Symposium nel maggio 2011 ed è stata docente presso il Cornish College of The Arts (Seattle).
E’ citata nei libri: Dancing Into Darkness: Butoh, Zen e Giappone e Butoh: Danza Metamorfica e Alchimia Globale di Sondra Horton Fraleigh. Joan è conosciuto come pioniere NW butoh ed è membro fondatore del DAIPANbutoh Collective che produce un festival annuale butoh a Seattle; performa costantemente presso il Giardino Giapponese di Seattle dove è docente. Www.seattlebutoh-laage.com www.daipanbutoh.com

Sylvia Hanff (Limen Butoh) è una pioniera butoh in Polonia e una delle più note ballerine polacche butoh che hanno studiato con i più grandi maestri. Ha una M.A. in filosofia, con un background teorico nell’antropologia teatrale. Sylvia è una coreografa, regista, danza terapeuta, insegnante di kundalini yoga e responsabile culturale. Ha studiato tecniche di controllo del corpo occidentale e orientale, contemporanee e antiche. La pratica della meditazione è un elemento cruciale della sua formazione. E ‘stata un’attrice nel teatro di Mime di Varsavia e ha lavorato con il Teatro Nazionale e l’Opera Nazionale. Fondatrice del teatro Limen Butoh, attualmente lavora con teatri indipendenti.
E’ presente nei libri in The Body Revolving Stage, New Dance in Nuova Polonia, di Jadwigi Majewskia e in Presente con il Corpo, La tecnica dei ballerini poliedrici di Magdalena Zamorska.
E’stata titolare di una borsa di studio del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale. Www.limenbutoh.net FB https://www.facebook.com/limenbutoh

Robert Jędrzejewski è un violoncellista, compositore, musicista intuitivo, improvvisatore creativo che ha studiato violoncello con Prof. Łapiński all’Accademia Musicale di Cracovia, composizione con Prof. B. Schaeffer; ha frequentato corsi di performance e composizione musicale contemporanea a Cracovia, Stoccarda, Avignone (IRCAM) e Gdańsk (sotto la supervisione del prof. A. Kaczyński). Robert è stato titolare di una borsa di studio della Fondazione Płock, collabora con il Teatro Performer e organizza il Festival delle Arti Intuitive e co-fondatore di SALULUEKIP, duetto di compositori improvvisati. Agisce sul confine di musica intuitiva, informatica, elettronica e audio-artistica con concerti accompagnati da performance o video-arte. Si avvicina alla musica contemporanea, costruendo le proprie strutture che ne derivano un linguaggio musicale particolare. Il teetering tra concetto artistico e intuizione è l’essenza delle sue prestazioni. Attualmente è coinvolto nella realizzazione del progetto Video Partytura – un’inspirazione intuitiva per il compositore e un nuovo punto di vista per il pubblico. Https://www.youtube.com/channel/UCAv6ENRMbCnh9HDDZ6kufeg/videos

ZDZISLAW BEKSINSKI (24 febbraio 1929 – 22 febbraio 2005) è stato un famoso pittore, fotografo, scultore polacco, noto per le sue opere surrealiste-espressioniste. Nasce nella città di Sanok nel sud della Polonia. Ha vissuto con la sua famiglia a Varsavia, dove si erano trasferiti nel 1977.
Beksiński è stato un artista molto innovativo, specializzato nel campo del surrealismo distopico e del realismo fantastico.
E’ stato uno dei pochi artisti che all’inizio degli anni Sessanta, abbandonò il patrimonio avanguardistico per cercare una sintesi di vari stili.
Tutti i dipinti di Beksiński sono senza titolo – ha voluto evitare qualsiasi interpretazione metaforica dei suoi dipinti. Come artista, Beksiński era affascinato dalla morte, dal decadimento e dalle tenebre, ma anche dall’erotismo, l’astrattismo e il misticismo orientale.
Beksiński riesce a catturare l’instabile sottostante della coscienza umana. “Vorrei dipingere in modo tale da fotografare i sogni”.
“Richiedo dal quadro stesso quello che faccio dalla musica: mettermi in uno stato di estasi, comunque non usando né quello che è stato dipinto né come è stato dipinto, ma piuttosto usando qualcosa intangibile, qualcosa che sto cercando di trovare nel mio cuore o sotto le palpebre, qualcosa che non riesco a chiamare ”

Museo virtuale http://beksinski.dmochowskigallery.net/galeria_past.php?lang=e

ENGLISH TEXT

BEKSIŃSKI_BUTOH_ UNTILTLED

Joan Laage / Sylwia Hanff / Robert Jędrzejewski
Butoh performance inspired by Z. Beksiński paintings

JOAN LAAGE (KOGUT BUTOH) & SYLWIA HANFF (LIMEN BUTOH)
MUSIC AND VIDEO-SCORE: ROBERT JĘDRZEJEWSKI
Costiumes: Sylwia Hanff, Małgorzata Chrust
Instalation: Joanna Pielat-Rusinkiewicz

„I demand from the picture the same what I do from the music: to put me in a state of ecstasy, however using neither what was painted nor how it was painted, but rather by using something intangible, something what I am trying to find in my heart or under my eyelids, something I am not able to name myself“
Z.Beksiński
Paintings of Zdzisław Beksiński are mostly perceived as full of dark visions with an atmosphere of horror. Other aspects of his art remain unnoticed. What we would like to do is to overcome the stereotyped view of Beksiński art and discover the disregarded „mystical“ aspect of his painting, that is a spiritual journey particularly seen in the second half of his career.
Beksiński chose a completely individual way of creativity, similar to butoh creators, even against all avant-garde movements and directions of modern art.
What is extremely interesting for us butoh dancers, is the presence of transgression and transformation of the body in his art and particularly the relation between corporealness and space.
The relation of Beksiński paintings with music will also be our artistic discovery – the tangent points in the architectonic of a music piece and the architectonic of a panting. „What is already painted has no meaning to me. What I find important is how it functions in the sense of the sound, the form and the sound of the colour in that particular place and not the other. So I use the shape for the sake of, I would call it, music purposes.“ And that is where our idea to choose the modern music language and forms of video-scores created by Robert Jędrzejewski comes from.

Sylwia Hanff and Joan Laage met in Warsaw at a butoh event in 2006 when Joan was living in Krakow. In 2015, they reconnected and decided to begin an ongoing artist exchange. Joan visited Warsaw in March 2015, and Sylwia organized a workshop for her to teach plus an evening performance where they each did a solo. Then Joan invited Sylwia to perform in Seattle in October 2015 on a program including her solo and Joan’s group piece produced by DAIPANbutoh Collective of which she is a founding member. Both of their works were inspired by their research on Tadeusz Kantor and his work.

They decided that the next stage should be a collaborative choreographic effort which will result in an artist exchange in March 2016 in Warsaw, Krakow and Wroclaw, and in which they will share with audiences their new butoh work inspired by the art/paintings of Zdzislaw Beksinski. Their hope is that in fall 2016, Sylwia would travel to Seattle where DAIPAN would organize an evening for Joan and Sylwia to perform their Beksinski work there.

Joan Laage (Kogut) – studied under butoh masters Kazuo Ohno and Yoko Ashikawa and performed with Ashikawa’s group Gnome in Japan in the late 80s. After settling in Seattle in 1990, she formed Dappin’ Butoh, a company known for its appearances in Seattle’s fringe theater and dance festivals. Joan has performed and taught at national and international butoh and dance festivals, and was a featured artist at the UCLA Butoh Symposium in May 2011, and has been an adjunct faculty at Cornish College of The Arts (Seattle). She is featured in Dancing Into Darkness: Butoh, Zen, And Japan and Butoh: Metamorphic Dance and Global Alchemy by Sondra Horton Fraleigh. She performs frequently at the Seattle Japanese Garden where she is a docent. Joan is known as a NW butoh pioneer, and is a founding member of DAIPANbutoh Collective which produces an annual butoh festival in Seattle. www.seattlebutoh-laage.comwww.daipanbutoh.com

Sylvia Hanff is a butoh pioneer in Poland and one of the most widely recognized Polish butoh dancers who has studied with the greatest masters. She has an M.A. in philosophy, with a theoretical background in theatre anthropology. Sylvia is a choreographer, director, dance therapist, kundalini yoga teacher, labyrinth facilitator and cultural manager. She has also studied Western and Eastern, contemporary and ancient techniques of body control. The practice of meditation is a crucial element of her training. She was an actress in the Warsaw Mime Theatre, and worked with the National Theatre and National Opera. The founder of Limen Butoh Theatre, she currently works with independent street and physical theatres. She is featured in The Body Revolving Stage. New Dance in New Poland, by Jadwigi Majewskia and in Present with the Body. The technique of Polish Buto dancers by Magdalena Zamorska. She was scholarship holder of the Ministry of Culture and National Heritage. www.limenbutoh.net FB https://www.facebook.com/limenbutoh

Robert Jędrzejewski is a cello player, composer, intuitive musician, creative improviser who studied cello with Prof. Łapiński at the Cracow Music Academy, composition with Prof. B. Schaeffer; and took courses in contemporary music performance and composition in Cracow, Stuttgart, Avignon (IRCAM), and Gdańsk (under the supervision of Prof. A. Kaczyński). Robert was a scholarship holder of the Płock Foundation, cooperates with the Performer Theatre and is an organiser of the Festival of Intuitive Arts and co-founder of SALULUEKIP, a duet of improvising composers. He acts on the border of intuitive, computer, electronic music and audio-art with concerts accompanied by performances or video-art. He draws from contemporary music, building his own structures resulting in a peculiar musical language. Teetering between artistic concept and intuition is the essence of his performances. Currently, he is involved in the realization of the Video Partytura project – an intuitive inspiration for the composer and a new point of view for the audience. https://www.youtube.com/channel/UCAv6ENRMbCnh9HDDZ6kufeg/videos

Zdzislaw Beksinski (24 February 1929 – 22 February 2005) was a renowned Polish painter, photographer, sculptor, known for his surrealist-expressionist works. He was born in the town of Sanok in southern Poland. He lived with his family in Warsaw, where they had moved in 1977.
Beksiński was a very innovative artist, specializing in the field of dystopian surrealism and fantastic realism. He was one of the few artists who, at the beginning of the sixties, consciously abandoned the avant-garde heritage to search for a synthesis of various styles.
All of Beksiński’s paintings are untitled – he wanted to avoid any metaphorical interpretation of his paintings. As an artist, Beksiński was fascinated with death, decay and darkness, but also with eroticism, abstractionism and Eastern mysticism.
Beksiński succeed at capturing the unsettling underside of human consciousness. “I wish to paint in such a manner as if I were photographing dreams”.
„I demand from the picture the same what I do from the music: to put me in a state of ecstasy, however using neither what was painted nor how it was painted, but rather by using something intangible, something what I am trying to find in my heart or under my eyelids, something I am not able to name myself“
Virtual Museum http://beksinski.dmochowskigallery.net/galeria_past.php?lang=e