Laboratorio intensivo di teatro fisico con Alessandro Bortolozzi
CORPO, PESO, RESPIRO

Il Corpo è lo spazio esatto che occupa il nostro io: non solo uno strumento, piuttosto ciò che rappresenta meglio noi stessi e attraverso il quale possiamo esprimerci più efficacemente. Il Peso, il nostro e quello di ciò che ci circonda, è la manifestazione della Forza di questo corpo, cioè di questo io. Relazionarci con esso significa sup-portarci; sopportare l’Altro, sentire il suo peso significa considerarne l’esistenza.

Se la danza ha inizio nella crisi dell’equilibrio ovvero quando il peso si mostra nel suo aspetto indipendente dalla nostra volontà, essa si rivela come strategia di accettazione, per lasciar andare: quel margine della Grazia che governa qualunque Forza, che viene dall’alto e non può scaturire dalla nostra coscienza.

«La libertà di non controllare è la vera potenza»

Il respiro è il tramite tra i moti del nostro corpo e ciò che situiamo dentro ai suoi confini; controllarlo è il metodo antico per accedere al flusso disordinato dei nostri pensieri e imporre loro il silenzio necessario per la concentrazione della nostra presenza.

Attraverso la pratica di tecniche dello yoga, della danza e delle arti circensi, entreremo in contatto con nuove possibilità di creazione, di comunicazione e di presenza.

Il laboratorio è aperto  a tutti e mira a formare delle basi per una consapevolezza corporea che possa accompagnarci per sempre, a prescindere dal percorso intrapreso o dalle tecniche e discipline praticate.

Argomenti trattati

  • Discipline circensi: giocoleria, verticalismo, equilibrismo
  • Principi di movimento armonico (tango argentino, danza butō, yoga pranayama)
  • Nozioni di presenza scenica (il Neutro)

Orari
31 Ottobre ore 21 – 23
1 e 2 Novembre ore 10 – 20
3 Novembre ore 10 – 17

Alessandro Bortolozzi
trascorre il suo tempo tra il sud dell’India e l’Europa con Lù, il suo cane clown. Contrario a uno studio istituzionale ma impegnato
da sempre nella ricerca, è andato a cercarsi i suoi esempi di vita nei luoghi più colorati del pianeta, viaggiando per più di 30 paesi.
Ha avuto il dono di poter lavorare dal 2004 con i grandi danzatori butoh Hisako Horikawa, Tadashi Endo, Yoshito Ohno e Atsushi
Takenouchi per il quale ha suonato le colonne sonore dei suoi laboratori in natura.
Cresciuto come musicista professionista, suona e compone per svariati strumenti, ha esplorato i terreni confinanti del teatro e del circo, studiando clownérie con Jean Meningault, Carlo Rivolta e giocoleria contemporanea con Jerome Thomas, Jean-Daniel Fricker, il Gandini Project, raccogliendo in un’unica prospettiva ogni stimolo che lo cattura: filosofia della religione,
tango argentino, giocoleria e acrobatica, mischiando tutti questi ingredienti allo yoga.

Il risultato è un concetto profondo di presenza, vissuto sul palco e nella vita quotidiana.
Tiene laboratori di ricerca dal 2003 cercando di comunicare la consapevolezza delle proprie possibilità ai suoi allievi ma senza
indicare una sola via come la migliore.