Spazio Nu _ Educazione

Spazio per l’infanzia_Piccolo Naviglio

Spazio-gioco permanente per la prima infanzia.

Il piccolo naviglio – Spazio per l’infanzia

Il piccolo naviglio nasce a settembre 2020 come spazio-gioco permanente per la prima infanzia.

A giugno abbiamo concluso in positivo un anno di sperimentazione e proposte per un gruppo di 12 famiglie che hanno usufruito di questo servizio in varie modalità.
Proseguiremo dunque nell’offerta di questo servizio anche per l’anno prossimo.

Il piccolo naviglio vuole rappresentare sia una valida alternativa, sia un prolungamento o potenziamento della Scuola dell’Infanzia.
In generale comunque un luogo dove le famiglie possono trovare un supporto per la socializzazione e per l’apprendimento esperienziale dei loro figli di età compresa tra 3 e 6 anni.

In particolare offriamo attività strutturate in momenti:

– la mattina viene trascorsa il più possibile all’aperto, sfruttando il parco-giochi e il fiume per attività di educazione ambientale e osservazione dei processi naturali come il cambio delle stagioni, la biodiversità, la vita del suolo, l’esplorazione del territorio, i piccoli animali che abitano cespugli, prati e alberi, l’osservazione del paesaggio, la geografia degli spazi. Negli spazi al chiuso alterniamo invece momenti di gioco a momenti di educazione all’ascolto con letture e canti e laboratori di educazione corporea. Ogni attività ha una regolarità di scansione durante la settimana.

– il pomeriggio è dedicato alle attività laboratoriali e artistiche, trasformazione della materia, carta, argilla, telai, ed è rivolto ai più grandi, 5 e 6 anni.

Anche per l’anno in partenza attiveremo percorsi di sostegno alla genitorialità con incontri serali con professionisti dell’ambito pedagogico, formativo, pricologico.
Vogliamo definire il nostro un approccio di tipo estetico-esperienziale perchè al centro delle nostre proposte abbiamo messo il fare e abbiamo messo l’arte. Fare esperienza è l’attitudine naturale del bambino, il suo porsi nei confronti del mondo. La postura educativa che cerchiamo di attivare nei nostri educatori è quella che permette il più possibile lo stare in ascolto dei bisogni individuali di ogni bambino senza trascurare la qualità e il benessere che si esprime nella vita di comunità. Mettiamo molta cura nel linguaggio che utilizziamo per comunicare coi bambini. Poniamo attenzione alla rete delle relazioni sfruttando al meglio la potenzialità del vivere in gruppo per sostenere la crescita di ogni singolo bambino.

Filosofia dell’approccio estetico esperienziale:
Nella nostra società tecnologico-digitale, appare di vitale importanza mantenere nei bambini il sentimento di affinità che li lega alla natura. Educarli al rispetto dell’ambiente e alla sostenibilità del nostro impatto sulla terra. Ci piace pensare che i futuri uomini e donne possano vedere la natura non solo come risorsa, ma anche come la propria casa. La possibilità di agire sull’ambiente crea un circuito educativo virtuoso ed estremamente motivante in cui il fare e dire si rincorrono continuamente arricchendosi reciprocamente di nuovi apprendimenti attraverso esperienze concrete.

1. Lavoreremo con l’aiuto dell’imprevisto, un fatto o un evento casuale, durante una passeggiata o durante un momento di gioco diventeranno centro dell’attenzione e di attività del bambino, aiutandolo a scoprire, creando un contenitore di senso che permetta di concentrare l’attenzione producendo sapere. Anche le competenze sociali rientrano nell’ambito del sapere. L’imprevisto ha il vantaggio di generare stupore, meraviglia e azione, facilitando il processo di apprendimento che da esperienza sensibile, diretta, procede naturalmente a divenire conoscenza.

2. All’aperto alterneremo gioco libero, gioco strutturato e passeggiate. La natura che abbiamo a disposizione in città è sufficiente a fare molte scoperte, ma soprattutto a educare al piacere della scoperta. Lasciando spesso liberi i bambini e seguendo le loro intuizioni, i loro interessi, le loro curiosità produrremo esperienze alla loro portata e alleneremo la facoltà della volontà, un aspetto così difficile da educare in ogni essere umano.

3. Gli spazi al chiuso ci sosterranno nelle esperienze educative della capacità di ascolto, della espressività della corporeità, della capacità relazionale nel gioco collettivo. Canti, storie, filastrocche, narrazioni, drammatizzazioni delle fiabe (teatro), danza, gioco libero e simbolico per esercitare il linguaggio in tutte le sue forme e educare all’ascolto che è premessa fondamentale per ogni tipo di relazione affettiva e per ogni tipo di apprendimento. Disegno e produzione di oggetti di carta, di legno, di corda e di lana per allenare la manualità e la predisposizione alla interazione con l’ambiente attraverso la manipolazione della materia, portandoci ad affinare il senso estetico e produttivo caratteristici dell’arte in generale e necessari per diventare “artisti” della vita.

Per informazioni

+39 0587 54634

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